Coordinamento Donne ![]()
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In occasione del 60° anniversario delle ACLI ci è sembrato giusto ripercorrere il lungo tragitto per la conquista dei diritti delle donne nel nostro Paese: oltre cent’anni di storia segnati da profonde e significative trasformazioni per le attività e i diritti delle stesse. Il Coordinamento delle Donne nelle ACLI vuole conoscere e confrontarsi con tutte le problematiche del territorio, le donne possono infatti fornire un valore “aggiunto” per competenza politica, capacità di rappresentanza, di formazione ai ruoli di responsabilità. La storia è fatta dalle storie e dai tanti luoghi in cui viviamo quotidianamente e le donne hanno dimostrato che non si sono arrese nella difesa dei loro diritti: la ACLI rappresentano lo spazio in cui le stesse possono esprimersi in piena libertà e consapevolezza dell’insostituibilità della loro presenza attiva e riconoscibile nel movimento, cantiere sempre aperto di democrazia e cittadinanza sociale.
- 1647 L ‘americana Margaret Brent nel Maryland chiede per la prima volta il diritto di voto per le donne
- 1791 O lympe de Gouges (Francia) scrive la “Dichiarazione dei diritti della Donna e della Cittadina”, per rivendicare l’estensione alle donne della “Dichiarazione dei diritti dell’Uomo” promulgata durante la Rivoluzione Francese
- 1792 L a scrittrice Mary Wollstonecraft in Inghilterra pubblica “La rivendicazione dei diritti della donna”, primo vero manifesto femminista
- 1835 N asce in Inghilterra il movimento suffraggista che chiede che il “Suffragio (diritto di voto) Universale” sia veramente tale, esteso cioè alle donne
- 1848 A Seneca Falls (USA) c’è la prima rivoluzione nazionale delle donne antischiaviste, promossa da Lucretia Coffin Mott ed Elisabeth Cady Stanton: chiedono il controllo della proprietà e dei guadagni personali, la tutela dei figli e il diritto di voto
- 1853 A New York si tiene una grande convenzione per i diritti delle donne. Non solo si chiede il voto, ma si mette in discussione il ruolo della donna, delle istituzioni compresa quella del matrimonio e il diritto di famiglia
- 1859 N asce in Inghilterra l’Englishwoman’s Journal, uno dei primi giornali femministi
- 1861 Dopo l’Unità d’Italia, le donne lombarde (che sotto la dominazione austro-ungarica godevano del diritto di voto amministrativo per censo) presentano una petizione alla Camera per estenderlo a tutte le donne del Paese. Invece il nuovo Stato lo negherà anche a loro
- 1866 In Inghilterra, la petizione presentata dal filosofo ed economista John Stuart Mill per il diritto delle donne al voto venne rifiutata dal primo ministro Gladstone. Si costituisce la National Society for Women’s Suffrage”
- 1869 Le donne ottengono il voto nello stato del Wyoming (USA)
- 1877 La scrittrice e suffragista Anna Maria Mozzoni presenta al Parlamento una petizione per estendere il suffragio alle donne: ha inizio in Italia la battaglia per il suffragio femminile
- 1888 Il Parlamento Italiano discute la proposta del voto amministrativo alle donne, per censo e capacità giuridica. Proposta respinta. Nasce l’ International Council of Women, Movimento Suffraggista Internazionale.
- 1892 Il Partito socialista tedesco a Erfurt assume nel suo programma il suffragio universale senza distinzione di sesso
- 1893 Le donne ottengono il voto in Colorado (USA) e nella colonia inglese della Nuova Zelanda
- 1901 In Norvegia le donne ottengono il voto municipale
- 1903 Nasce la Women’s Social and Political Union, guidata da Emmeline Pankhurst con le figlie Christabel e Sylvia, le cui militanti erano definite “suffragette”. La loro attività in Inghilterra sarà intensissima fino al 1917, anno in cui sarà soffocata definitivamente dall’infuriare della Prima Guerra Mondiale
- 1906 In Italia, ancora una petizione presentata da Anna Maria Mozzoni e Maria Montessori per il suffragio femminile, definito da Giolitti “un salto nel buio”. Il movimento suffragista si organizza in Comitati pro-voto
- 1907 In Finlandia le donne ottengono il voto: le prime in Europa. Le suffragette inglesi marciano sul Parlamento: saranno ammesse al voto municipale
- 1908 In Danimarca le donne ottengono il voto amministrativo
- 1910 Lo Stato di Washington ammette le donne al voto. In Italia, esce il manifesto comune dei gruppi femministi per il diritto al voto
- 1911 Durante la Rivoluzione Democratica in Cina le donne accedono alle scuole, ottengono la libertà di matrimonio e la partecipazione alla vita politica
- 1912 Le donne ottengono il voto in Oregon, Arizona (USA)
- 1913 Voto alle donne in Norvegia
- 1914 Voto alle donne in Islanda
- 1917 In Inghilterra viene riconosciuto il voto alle donne ma solo a partire dai 30 anni. Nella Russia rivoluzionaria è riconosciuto il voto alle donne
- 1918 Il Congresso americano approva il XIX° emendamento, che riconosce il voto alle donne e che verrà rettificato da 36 Stati. In Germania la Repubblica di Weimar stabilisce per decreto il voto alle donne
- 1919 Le donne ottengono il voto in Svezia. In Italia la Camera approva la legge per il suffragio femminile, ma la legislatura si chiude prima dell’esame del Senato
- 1925 In Italia Mussolini concede il voto amministrativo ad alcune categorie di donne ma nel 1926, con l’istituzione dei podestà, lo toglierà a tutti
- 1928 Le donne inglesi ottengono il voto politico
- 1929 Voto alle donne in Ecuador e in Mongolia
- 1930 Voto alle donne in Brasile
- 1931 Anche in Spagna ed in Uruguay
- 1934 Anche in Cile e a Cuba
- 1935 Voto alle donne anche in India
- 1936 Le donne ottengono il voto nelle Filippine
- 1942 Diritto di voto per le donne nella Repubblica Domenicana
- 1945 Il 2 febbraio un decreto concede finalmente il voto politico alle donne in Italia
- 1946 Un decreto sancisce per le donne italiane il diritto ad essere elette oltre che elettrici, alla vigilia delle elezioni amministrative di marzo: prime consigliere comunali e donne sindaco. Il 2 giugno le donne parteciperanno al referendum tra monarchia e repubblica, nonché alle elezioni dell’ Assemblea Costituente: ne saranno elette 21su 556 membri. Le donne ottengono il voto in Albania, Cina, Giappone, Jugoslavia, Panama
- 1947 Anche in Argentina, Birmania, Bulgaria e Venezuela
- 1948 Entra in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana. Viene promulgata la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo: entrambe includono il principio di parità tra i sessi
- 1951 Le donne ottengono il voto in Nepal e in Pakistan
- 1952 Poi in Bolivia, Grecia e Libano
- 1953 Voto alle donne in Messico e in Siria
- 1954 Voto alle donne in Colombia
- 1955 Anche in Etiopia, Ghana, Honduras, Nicaragua, Perù e Singapore
- 1956 Riconoscono il voto alle donne: Alto Volta, Cambogia, Ciad, Congo Brazzaville, Costa d’Avorio, Gabon, Guinea, Laos, Madagascar, Mali, Mauritania, Niger, Repubblica Centroafricana, Senegal, Vietnam del sud, Togo
- 1963 Anche le donne in Iran, Kenia, Libia e Malesia
- 1964 Diritto di voto anche per le donne di Afghanistan, Iraq, Malawi, Malta e Zambia
- 1965 Voto alle donne anche in Botswana, Guyana e Lesotho
- 1971 Le donne svizzere ottengono in tutti i Cantoni, tranne che nell’Appenzell, dove solo grazie a una decisione del tribunale federale svizzero del 1990 viene imposto il diritto di voto per le donne a livello cantonale
- 1993 In Italia, le nuove leggi elettorali introducono l’alternanza fra uomini e donne nelle liste proporzionali della Camera e un rapporto di un terzo e due terzi fra i sessi per i candidati alle regionali ed alle amministrative (1.81/93) come “azioni positive”. La sentenza n. 422/1995 della Corte Costituzionale ne dichiara l’illegittimità costituzionale, per violazione degli art. 3 e 51 della Costituzione
- 1999 In Francia viene approvata un’importante riforma costituzionale che garantisce l’uguale accesso delle donne e degli uomini alle funzioni elettive
- 2002 In Italia viene presentato il disegni di legge n. 1732 di iniziativa della senatrice Cinzia Dato e del senatore Giuliano Amato: “Modifiche alle leggi elettorali relative alla Camera dei Deputati ed al Senato della Repubblica al fine di promuovere una partecipazione equilibrata di donne ed uomini alle cariche elettive”
- 2003 in Italia la legge costituzionale n. 1, “Modifica dell’art. 5 della Costituzione” introduce l’impegno a promuovere con appositi provvedimenti le pari opportunità fra uomini e donne. Vengono presentati i disegni di legge n. 2080 di iniziativa della senatrice Ida Dentamaro, “Modifiche alle leggi elettorali relative alla Camera dei Deputati, al Senato della Repubblica, ai Consigli regionali, ai Consigli provinciali e comunali atte ad assicurare alle donne e agli uomini parità di accesso alle cariche elettive”, e n. 2598 di iniziativa della senatrice Alberta Casellati “Disposizioni per l’attuazione del principio delle pari opportunità in materia elettorale”. In Lombardia vengono presentati progetti di legge n.316 e n. 361 per l’uguaglianza di opportunità nelle liste elettorali
- 2004 In Italia la legge n. 90 “Norme in materia di elezioni dei membri del Parlamento Europeo” stabilisce che nelle liste circoscrizionali nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore ai due terzi dei candidati, pena la riduzione del rimborso per le spese elettorali fino ad un massimo della metà. Viene presentato il disegno di legge n. 3051 di iniziativa del Ministro per le pari opportunità, Stefania Prestigiacomo, di concerto col Ministro dell’Interno Pisanu, “Misure per promuovere le pari opportunità tra uomini e donne nell’accesso alle cariche politiche”, per un rapporto di due ad uno nelle candidature per la Camera, il Senato e per le amministrative.






